S C L E R O T E R A P I A 

Le vene varicose sono una patologia che interessa il sistema venoso superficiale degli arti inferiori, con comparsa di vene dilatate, tortuose, con progressivo aggravamento e comparsa di sintomi, in particolare nei pazienti che svolgono un’attività lavorativa che li costringe a stare per molte ore in posizione eretta.

Colpiscono maggiormente le donne, in particolare dopo le gravidanze, e sono spesso legate a familiarità, essendo legate a fattori genetici.

Spesso, se non trattate, divengono una patologia invalidante, con possibilità di trombosi superficiali, sofferenza della cute (eczema, dermoipodermite), fino alla complicazione più dolorosa e difficile da trattare, l'ulcera varicosa.

I sintomi delle vene varicose che sono un campanello d’allarme sono, oltre al rilievo di vene dilatate e tortuose, l'edema (gonfiore delle gambe), la sensazione di pesantezza delle gambe a fine giornata, i crampi muscolari.

Per la diagnosi delle vene varicose, oltre all'esame clinico, occorre l’eco-color-Doppler, che mette in evidenza sia lo stato della funzionalità valvolare che i diametro dei vasi.

La presenza di un’incontinenza valvolare crea un’alterazione del funzionamento del normale ritorno venoso con conseguente dilatazione dei rami venosi e ristagno del sangue venoso.

Negli ultimi anni il trattamento delle vene varicose si è notevolmente ampliato,con nuove tecniche che hanno ristretto il numero dei pazienti con indicazione al trattamento chirurgico standard (lo stripping e le varicectomie).

 

Per molti anni il trattamento standard delle vene varicose è stato il trattamento chirurgico, che comprende l'asportazione delle vene safene (totale o parziale) e delle varici tributarie, con eventuale interruzione delle vane perforanti; tale intervento viene effettuato (in prevalenza) in anestesia epidurale (raramente in anestesia generale) e prevede il ricovero di un giorno.

Dai primi anni del 2000 sono comparse nuove tecniche (tra le più utilizzate il laser e la radiofrequanza), che occludono con metodo termico la safena (che non viene asportata) e che hanno il grande vantaggio di poter essere effettuate in anestesia locale, quindi senza ricovero o con ricovero molto breve.

Una nuova, efficace, alternativa a questi trattamenti, messa a punto da un medico italiano, il Dottor Tessari, è la scletoterapia ecoguidata con schiuma (scleromousse).

Il trattamento sclerosante è noto da moltissimi anni, ma aveva indiscutibili limiti per la difficile gestione del liquido, la assenza di possibilità di controllo ecografico, la difficile scelta di dosi e concentrazioni; per tale motivo la maggior parte degli specialisti ha usato, ed usa tuttora, la scleroterapia con liquidi esclusivamente per le piccole vene reticolari e per le teleangectasie (capillari).

Il trattamento con la Sclero-mousse Eco-guidata è completamente ambulatoriale, senza necessità di ricovero o anestesia.

La schiuma sclerosante viene introdotta in diverse concentrazioni all’interno di un vaso venoso attraverso la puntura diretta eco-guidata.

La mousse iniettata è indolore, la estensione del tratto sclerotizzato può essere visualizzato immediatamente con l'ecografia.

Dopo il trattamento è necessario indossare una calza elasticizzata (prescritta dallo specialista). La facilità di esecuzione presso l’ambulatorio medico, l’ottima efficacia del trattamento, la rapidità di effettuazione consentono di non interrompere la normale attività lavorativa e non ultimo una completa autonomia di gestione.

 

Non esistono controindicazioni alla scleroterapia ecoguidata, eccetto lo stato di gravidanza e le gravi arteriopatie periferiche.

 

Questo sito utilizza i cookie per monitorare le visite. Proseguendo la navigazione accetti. Approfondisci.